Quattro esempi concreti di economia circolare

 

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La causa ambientale non è solo affrontabile con provvedimenti legislativi, ma anche da gesti concreti, attuati nella quotidianità, da aziende e da singoli individui.

Oggi vi presentiamo quattro esperimenti sul campo per favorire nuovi modelli di business e declinare nella pratica quotidiana i princìpi della sostenibilità ambientale.

Si tratta di progetti che danno ampio spazio alla valorizzazione dei rifiuti che, nella chiave dell’economia circolare, assumono nuove caratteristiche e, quindi, diventano nuove risorse.

Il progetto Cash for Trash

“Cash for trash” tradotto letteralmente significa “contanti per rifiuti“.

Per la prima volta invece di pagare per farsi raccogliere l’immondizia, si viene pagati se la si consegna direttamente in uno dei tanti compattatori automatici distribuiti sul territorio nazionale.

L’idea è di un’azienda veneta, Eurven, che ha pensato di incentivare la gente a smaltire i propri rifiuti personalmente, remunerandoli con buoni spesa, sconti, bonus da spendere nei negozi convenzionati.

I cittadini che conferiranno correttamente i rifiuti negli eco-compattattori, potranno accedere agli sconti offerti dall’associazione commercianti del territorio o dai supermercati e potranno ottenere sul proprio borsellino elettronico 1 centesimo per ogni pezzo consegnato.

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Il progetto GreenWoolF

Il progetto GreenWoolF ha come obiettivo quello di convertire le lane di scarto in fertilizzante.

Il processo è stato pensato per essere poco costoso e non prevede additivi chimici, dal momento che né prodotti basici o acidi vengono utilizzati e neppure enzimi dispendiosi.

Per la trasformazione degli scarti di lana in fertilizzante viene usato un impianto di idrolisi locale, questo per ridurre anche i costi di trasporto, sia della lana che del fertilizzante.

MicroWaste

MicroWaste, invece, grazie ad un sistema mobile di trattamento termico a microonde, ha trovato la soluzione per risolvere in modo ecologico il problema dei rifiuti contenenti amianto. “Forniamo un servizio on-site di inertizzazione – spiegano – generando una materia prima secondaria commercializzabile e non nociva, l’Atonit, che, aggiunta al cemento, crea un materiale da costruzione”.

Il Progetto Recupero

È un programma che si occupa del ritiro e del trattamento delle cartucce di stampa esauste, nel rispetto delle norme italiane vigenti in materia di gestione dei rifiuti speciali non pericolosi.

Il servizio è rivolto ad Enti e Aziende che hanno, per legge, l’obbligo dello smaltimento.

“Noi recuperiamo un rifiuto, una cartuccia esausta che andrebbe a finire nella spazzatura, gli diamo una nuova vita, rigenerandola, e ne ricaviamo guadagno. Riusciamo così a coniugare rispetto dell’ambiente e attività economica.

La nostra azienda, la Sanzo srl, mette anche a disposizione degli interessati gli appositi contenitori ECO-BOX per la raccolta delle cartucce esauste che, tra l’altro, non possono essere assimilate ai rifiuti urbani perché classificate come rifiuti speciali.

 

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2 Risposte

  1. michele ha detto:

    per maggiori info?

  2. Luigi Iannoccaro ha detto:

    Può consultare la pagina del sito dove si parla del “Progetto Recupero” http://www.sanzo.it/progettorecupero.aspx

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