La scoperta del LED a luce blu

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Oggi i LED, Light emitting diode, (diodo che emette luce) superano in efficienza qualsiasi altra forma di illuminazione.

Sono realizzati con una serie di strati di semiconduttori, che hanno la funzione di trasformare l’elettricità in particelle di luce.

Il LED si compone di tre strati: uno strato “di tipo negativo (n)”, ricco di atomi che rilasciano elettroni, uno strato “di tipo positivo (p)”, ricco di atomi che catturano elettroni e lasciano al loro posto “buche” di carica positiva e, tra i due strati che formano un diodo, c’è uno “strato attivo” neutro.

Se si applica una giusta tensione tra gli strati n e p, elettroni e buche (positive) confluiscono nello strato attivo e, ricombinandosi, si “annullano”, generando energia sotto forma di luce (fotoni).

Detto in modo semplice, un LED produce luce quando gli elettroni si muovono all’interno della sua struttura di semiconduttori.

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La frequenza dei fotoni emessi, ovvero il colore della luce, dipende dal semiconduttore usato.

I LED a luce verde e rossa erano già in circolazione da tempo, ma senza una fonte di luce blu la possibilità di creare una luce bianca rimaneva un sogno.

Ci sono voluti trent’anni per trovare il materiale giusto. Ed è per questo che la scoperta è stata ritenuta meritevole di Premio Nobel.

Akasaki, Amano e Nakamura, tre scienziati giapponesi, hanno messo a punto, all’inizio degli anni novanta, un composto a base di cristalli di nitruro di gallio ad alta qualità che, finalmente, si è dimostrato in grado di emettere luce alla frequenza giusta. A quel punto, il gioco è stato semplice: mettendo insieme led rossi, verdi e blu è stato possibile ottenere la luce bianca.

In appena 20 anni dalla sua scoperta, il LED a luce blu ha contribuito a cambiare e migliorare il modo di portare la luce nelle nostre case, assecondando la necessità di risparmio energetico e la svolta “green” nel campo dell’illuminotecnica.

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I vantaggi di un’illuminazione a LED sono molteplici.

Il LED comporta un notevole risparmio energetico poiché, a parità di potenza, restituisce un flusso luminoso superiore all’illuminazione tradizionale di circa cinque volte.

Lo sviluppo di calore è minimo grazie all’altissima efficienza della tecnologia LED, solo una piccola parte dell’energia assorbita, infatti, viene dissipata in forma di calore. Anche dopo molte ore in funzione, le lampade LED non si surriscaldano.

La durata della vita delle lampade LED è altissima e questo consente anche un minor costo di manutenzione e sostituzione.

Le lampade a LED, al contrario delle lampade tradizionali, non contengono sostanze dannose per l’ambiente, come il piombo, l’azoto o il mercurio.

Il LED è assolutamente privo di filamento interno, e questa sua peculiarità gli permette di avere una durata e un’affidabilità molto maggiori rispetto alle vecchie tecnologie.

 

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Una risposta

  1. Luigi ha detto:

    Articolo interessante.

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