OMS, l’ambiente “killer”

Il 25% dei decessi registrati ogni anno nel mondo ha alla sua origine cause legate all’ambiente. Una persona su quattro muore a causa dell’inquinamento ambientale.

A stimarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, nella seconda edizione del rapporto “Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore: verso una stima del carico di malattia legato all’ambiente”, avverte: Nel solo 2012 sono stati ben 12,6 i milioni di persone decedute perché hanno vissuto o lavorato in condizioni poco salutari.

Nella sola Regione Europea dell’OMS 1,4 milioni di decessi sono imputabili a cause ambientali.

Tale rapporto rappresenta finora il contributo più completo e sistematico su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a un’ampia gamma di malattie e incidenti. L’analisi è focalizzata sulle cause ambientali delle malattie e su quanto le diverse patologie possano essere influenzate dall’ambiente. I dati mostrano come decessi, malattia e disabilità possano essere effettivamente ridotti ogni anno attraverso una politica ambientale adeguata.

Secondo il rapporto, la maggior parte di decessi associati a fattori ambientali dipendono da malattie cardiovascolari. A fare la maggior parte di vittime sono infatti l’ictus (con 2,5 milioni di decessi all’anno) e le cardiopatie ischemiche (con 2,3 milioni di decessi all’anno). Seguono i traumi involontari, le malattie respiratorie croniche, la diarrea, le infezioni respiratorie, i problemi neonatali, la malaria, etc.

A pagare le spese di un ambiente poco sano sono soprattutto i bambini piccoli, sotto ai 5 anni di età, e gli adulti tra i 50 e i 75 anni, più esposti a patologie non trasmissibili.

In particolare, nei bambini potrebbero essere prevenuti infezioni respiratorie e diarrea, mentre nella popolazione adulta verrebbe limitata l’incidenza delle malattie non trasmissibili.

L’OMS suggerisce anche alcune strategie per proteggere la salute migliorando le condizioni ambientali. “Se le nazioni non agiscono per creare ambienti in cui le persone possano vivere e lavorare in salute – sottolinea Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – milioni di persone continueranno ad ammalarsi e a morire troppo giovani”.

Fra le strategie suggerite dall’OMS, per ridurre l’incidenza di malattie e condizioni associate a un ambiente poco salubre, sono inclusi:

  • L’uso di fonti di energia alternative per il riscaldamento e l’illuminazione domestica e per cucinare a casa.
  • L’aumento della disponibilità di acqua potabile e un’igiene adeguata.
  • Normative che riducano l’esposizione al fumo passivo.
  • Il riciclaggio dei rifiuti.
  • La riduzione dell’inquinamento atmosferico.
  • La riduzione dell’inquinamento domestico.

Questa ricerca, effettuata attraverso la revisione sistematica della letteratura e più di 100 interviste a esperti internazionali, ha valutato l’impatto di fattori ambientali noti su specifiche malattie. Come sottolineato da Maria Neira, direttore del dipartimento di Salute pubblica e ambientale dell’OMS, “questo rapporto mette insieme i migliori dati attualmente disponibili in riguardo a 85 categorie di malattie e incidenti. Da oggi abbiamo a disposizione una lista di problemi da cui partire per sviluppare politiche di prevenzione nel campo salute e ambiente”.

 

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Una risposta

  1. 30 marzo 2016

    […] ha raggiunto livelli altissimi, quasi una situazione di non ritorno. Di recente, L’OMS, in un suo rapporto, ha espressamente dichiarato che il 25% dei decessi registrati ogni anno nel mondo ha alla sua […]

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