L’email, l’invenzione che rivoluzionò il mondo

Ray_Tomlinson

Qualche giorno fa è venuto a mancare Ray Tomlinson, programmatore americano ed inventore delle email.

Estate 1971. Nei laboratori dell’azienda americana Bolt Beranek and Newman, scienziati e ingegneri stanno conducendo esperimenti su Arpanet, la rete tra computer che poi avrebbe dato vita a Internet. Tra questi c’è Raymond Samuel Tomlinson, che è alle prese con Tenex, un sistema operativo.

Per Raymond i computer si scambiano continuamente informazioni, sotto forma di bit. Il problema è che, alla maggior parte delle persone, i bit non interessano, interessa invece il messaggio che questi bit portano.

Nasce così l’idea dell’email, cioè permettere alle persone di scambiarsi dei messaggi, in modo asincrono, tra computer diversi.

C’è da dire che, nel 1971, le “persone” interessate erano le università ed alcuni enti militari. Internet come lo conosciamo adesso non esisteva ancora, e si parlava appunto di Arpanet.

Ray Tomlinson, lavorando su un programma di trasferimento di file, scoprì che poteva inviare un messaggio da un computer all’altro e che per farlo aveva bisogno di un indirizzo postale. Fu allora che ebbe una delle idee più semplice, ma anche più innovativa del XX secolo: la scelta del simbolo “@” per collegare username e indirizzo email di destinazione.

I primi messaggi con cui Tomlinson mette alla prova la sua invenzione viaggiano in realtà tra due computer che si trovano nella stessa stanza. «E non si trattava di messaggi memorabili, infatti li ho dimenticati», ha ammesso poi lo stesso Tomlinson. «Probabilmente il primo fu qualcosa come QWERTYUIOP».

Per un ventennio abbondante, l’invenzione di Tomlinson è rimasta confinata nel recinto dei laboratori e delle università in cui lentamente la vecchia Arpanet si trasformava nella nuova Internet.

È con l’avvento del WWW (World Wide Web) che l’uso dell’email diventa globale, permettendo alle persone di comunicare in un modo mai provato prima, potenziando modelli di business esistenti e generandone di nuovi.

La tecnologia, nell’ultimo ventennio, ha avuto uno sviluppo tale che noi non ci rendiamo più conto del potenziale che abbiamo nelle mani. Per capire l’importanza dell’email basterebbe pensare alla possibilità di non poterne più usufruire.  Immaginiamo per un attimo cosa significherebbe per privati ed aziende fare senza. Solo ponendoci in quest’ottica riusciamo a capire la portata dell’email e di quanto abbia rivoluzionato il nostro modo di comunicare. Ed è questa la ragione per cui, Tomlison, nel 2012, è stato inserito, dalla Internet Society, nella Internet Hall of Fame, a fianco di Tim Berners-Lee, Richard Stallman, Linus Torvalds e degli altri alfieri dello sviluppo e della diffusione di Internet.

Durante il discorso di accettazione del riconoscimento, Tomlinson disse: «Mi chiedono spesso “Ma all’epoca ti rendevi conto di cosa stavi facendo?” La risposta è: certo, sapevo esattamente che cosa stavo facendo. Non avevo invece idea di quale sarebbe stato l’impatto della mia invenzione».

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2 Risposte

  1. 2 maggio 2016

    […] in quel periodo anche la posta elettronica, che va ad affiancarsi al semplice trasferimento di file, che aveva costituito la prima […]

  2. 18 giugno 2016

    […] di Ray Tomlinson, un ingegnere americano, di cui abbiamo già parlato sul nostro blog. Tomlinson è stato il primo a […]

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